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Paolo Parrini,
Filosofia e scienza nell’Italia del Novecento. Figure, correnti,
battaglie, Guerini e Associati, Milano 2004,
pp. 390
Attraverso una serie di saggi su figure
e correnti del pensiero italiano dell’ultimo secolo, vengono
ripercorse o delineate avventure e disavventure delle filosofie di
ispirazione scientifica: l’intreccio di logica e filosofia in Vailati e Calderoni; la posizione di Enriques
(e di Croce) sul valore conoscitivo della scienza; il probabilismo radicale
di de Finetti; la recezione
dell’empirismo logico; il materialismo dialettico di Geymonat e il pensiero filosofico di Preti; il dibattito
metodologico sulla storiografia filosofica e i problemi della didattica; gli
sviluppi più recenti della filosofia analitica. Gli argomenti, affrontati
nella loro sostanza teorica, interagiscono con il punto di vista filosofico
dell’autore che si inserisce nella stessa
tradizione di pensiero di cui narra le vicende. Emerge così il retaggio di
tipo storicistico e umanistico-retorico
che in Italia continua a condizionare in maniera forte e talvolta ‘mascherata’ il dibattito culturale e
l’organizzazione degli studi. Da qui il tono spesso
«militante» di alcuni saggi e l’accento sul valore civile di molte
battaglie scientifico-culturali.
INDICE:
Introduzione. Filosofia, storia e responsabilità scientifica
Parte I – L’ASPETTO STORICO
Sezione I – La prima fase: gli anni di Enriques, Vailati e Calderoni
I) Dal pragmatismo logico di Vailati al probabilismo radicale di de Finetti
II) Sulle
vedute epistemologiche di Enriques
(e Croce)
III) Filosofia
e scienza in Enriques
Sezione II
– La seconda fase e l’impatto dell’empirismo logico
Sezione II/A
– Variazioni su materialismo, trascendentalismo e fenomenologia
IV) Filosofia
italiana e neopositivismo
V) Materialismo e dialettica in Ludovico Geymonat
(in
collaborazione con Massimo Mugnai)
VI)
Neoempirismo e trascendentalismo
Sezione II/B
– Il pensiero di Giulio Preti
VII) Preti teorico della conoscenza
VIII) Preti
filosofo dei valori
IX) Preti nella
filosofia italiana della seconda metà del Novecento
Sezione III
– La terza fase: gli ultimi decenni
X)
Epistemologia, filosofia del linguaggio e analisi filosofica
Alla analitica o alla continentale? Un paio di considerazioni metafilosofiche (Postilla 2004)
XI) Filosofia
analitica e filosofia positiva
Parte II
– IL RISVOLTO METODOLOGICO E DIDATTICO
Sezione IV
– Aspetti metodologici
XII) Ancora su
filosofia e storia della filosofia
XIII) Filosofia
e storia della filosofia
XIV) Dimensioni
della filosofia (in collaborazione con Simonetta Parrini
Ciolli)
Sezione V - La
filosofia nella Scuola e nell’Università
XV) L’insegnamento medio della filosofia in Italia. Alcune
considerazioni scientifico-culturali
XVI) L’insegnamento della filosofia tra identità
disciplinare e rapporti con gli altri saperi
Indice dei nomi
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Emanuele Coppola, L’eterno flusso eracliteo.
Il tempo fenomenologico nella filosofia di Edmund Husserl,
Guerini e Associati, Milano 2004, pp. 334
Come giunge a manifestarsi una qualunque forma di oggettualità e di oggettività
in un ambiente paradigmaticamente mutevole ed eracliteo come il divenire dei fenomeni?
«Tutto si costituisce nel divenire»: con questa
espressione delle Analysen zur passiven Synthesis Husserl condensa la tesi del carattere temporale della
costituzione fenomenologia, addentrandosi in una serie di riflessioni che
coniugano la dimensione dinamica della coscienza con le caratteristiche
trascendentali dell’associazione fra i materiali di cui sono fatti i
vissuti.
Questo libro intende fornire una ricostruzione coerente del
complesso di indagini che, in testi differenti, Husserl sviluppò su questi temi fra il 1893 e il 1917,
rilevando i punti di connessione con altri importanti componenti teoriche
della strategia fenomenologia, in particolare con le nozioni di a priori
materiale, noema, essenza e sintesi passiva dei
contenuti iletici. Alla base dell’operazione di integrazione fra concetti appartenenti a fasi diversi
(la statica e la genetica) del pensiero husserliano
sta una rilettura generale della dialettica tra immanenza e trascendenza, che
rappresenta il nucleo essenziale di ogni processo costitutivo.
INDICE:
I) Concetti
preliminari
II)
L’analisi statica del tempo fenomenologico
III) Il flusso
dei vissuti
IV La struttura
relazionale del presente
V) Staticità e
dinamicità del tempo fenomenologico
Conclusioni
Abbreviazioni
Bibliografia
Indice dei nomi
e degli argomenti
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Roberta Lanfredini
(a cura di), Fenomenologia applicata.
Esempi di analisi descrittiva, Guerini e Associati, Milano 2004, pp. 236
L’idea che il metodo fenomenologico
si definisca attraverso la sua applicazione ai
diversi campi del sapere è un punto fermo nella riflessione di Edmund Husserl.
Sulla base di questa premessa, il libro raccoglie
dieci saggi nei quali la fenomenologia trova applicazioni concrete e
possibili sviluppi, in un costante confronto con i principali autori e i più
dibattuti temi della filosofia della conoscenza, del linguaggio e della
mente.
La centralità del dato, la struttura della percezione, la
teoria del significato, la temporalità, l’analisi delle essenze, la
relazione tra fenomeno e cosa fisica sono fra le tematiche
discusse in questi saggi, mentre le applicazioni esemplari proposte
riguardano ambiti disciplinari quali le scienze cognitive, la giurisprudenza,
la sociologia e la filosofia della musica.
INDICE:
-Prefazione
(Roberta Lanfredini)
-Noema
fondato: la prospettiva della semantica cognitiva (Alberto Peruzzi)
-Husserl, scienze cognitive e teoria della
percezione. Possibili sviluppi della fenomenologia (Anselmo Caputo)
-Salvare i fenomeni? Filosofia della mente e fenomenologia tra
immagine scientifica e immagine manifesta (Carlo Gabbani)
-Matematico dei fenomeni o geometra dei vissuti? Husserl e il continuo fenomenologico
(Emanuele Coppola)
-Ontologie fenomeniste e ontologia husserliana: alcune differenze essenziali (Roberto Ciuni)
-Fenomeno e cosa
in sé: tre livelli di impossibilità fenomenologia
(Roberta Lanfredini)
-Husserl
e l’oggetto fisico (Emiliano Trizio)
-Deontica
fenomenologia (Paolo Di Lucia)
-La Lebenswelt
comunicativa e i suoi critici (Raffaela Giovagnoli)
-Fenomenologia
della musica: una breve storia (Roberto Miraglia)
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Michele Casamonti,
Le leggi di natura. Per
un'interpretazione epistemica, Guerini e Associati, Milano 2006, pp. 245
Il concetto di <legge> costituisce
una delle chiavi di comprensione di tutta la
conoscenza empirica. Interrogarsi sullo statuto epistemologico delle leggi
significa individuare e valutare risposte alle domande: che cosa sono e come
conosciamo le leggi di natura? Il dibattito novecentesco ha lasciato in
eredità la sostanziale inadeguatezza delle alternative
teoriche che hanno ispirato i principali tentativi di risposta: lo strumentalismo, il regolarismo humeano, il necessitarismo anti-humeano. a partire dalla
distinzione tra le nozioni di «legge di natura» e
«legge scientifica» e attraverso un articolato resoconto
della discussione emersa nel corso dell'ultimo secolo, sono tracciati i
lineamenti di una concezione delle leggi scientifiche indipendente dal
presupposto dell'intrinseca regolarità della natura.
INDICE:
Parte I –
IL METODO DELLA RICERCA E LA DEFINIZIONE DEL PROBLEMA
I.1 Leggi di natura: un nome solo per molti problemi
I.2 Statuto epistemologico delle leggi e storia del
concetto di “legge”
I.3 Statuto epistemologico delle leggi e tassonomia delle
leggi scientifiche
I.4 “Leggi di natura” e “leggi
scientifiche”
I.5 Il problema dello statuto epistemologico delle leggi
Parte II
– IL DIBATTITO REGOLARISMO VERSUS NECESSITARISMO?
II.1 Introduzione
II.2 La tradizione strumentalista
II.3 La tradizione regolarista
II.4 Le concezioni necessitariste
II 5
Conclusioni
Parte III – LINEAMENTI DI UN’ ALTERNATIVA POSSIBILE: LEGGI SENZA REGOLARITÁ IN
RE
III.1 Introduzione
III.2 Alcune ragioni dell’inadeguatezza descrittiva
III.3 Leggi senza regolarità in re
III.4 Quale
statuto per le leggi?
Elenco dei
libri citati
Indice dei nomi
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Roberta Lanfredini (a cura di), A
priori materiale. Uno studio fenomenologico, Guerini e Associati, Milano 2006, pp. 186.
Oltre a costituire uno dei concetti
cardine della fenomenologia di Edmund
Husserl, l'a priori materiale rappresenta un
fondamentale riferimento teoretico per gran parte della epistemologia e
dell'ontologia contemporanee. I contributi raccolti in questo volume si
propongono un triplice scopo. Il primo è chiarire la natura e la collocazione filosofica del concetto, soprattutto in
relazione al sintetico a priori kantiano. Il secondo è rivisitare, da tale
nuova angolatura, alcuni temi classici della filosofia della conoscenza.
Questo obiettivo e perseguito analizzando le relazioni fra esperienza e
concetto e fra forma e contenuto del conoscere, il rapporto fra essenze e
struttura temporale, il ruolo che la coscienza svolge nella costituzione del
mondo, la distinzione fra scienze esatte della geometria e della matematica
ed essenze inesatte e morfologiche della descrizione fenomenologica.
L'insieme di queste riflessioni - e si tratta del terzo, più ambizioso
obiettivo - vorrebbe porre le basi di una nuova filosofia
dell'esperienza, della quale questo libro, a più voci e da punti di vista
diversi, presenta i tratti salienti.
INDICE:
- Introduzione,
di Roberta Lanfredini
-A priori
materiale e forme trascendentali della conoscenza. Alcuni interrogativi
epistemologici, di Paolo Parrini
-A priori ontologico o a priori della conoscenza? di Jocelyn Benoist
-La nozione fenomenologica di dato, di Roberta Lanfredini
-Dove
iniziano gli a priori materiali? Schlick, Wittgenstein e le radici di un equivoco, di Roberto Miraglia
-A priori
materiali statici e dinamici, di Emanuele Coppola
-Ab objecto actus recipit speciem, di Paolo Di Lucia
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Michael Friedman, Dinamiche della ragione. Le rivoluzioni
scientifiche e il problema della razionalità, edizione italiana a cura di
Carlo Gabbani, Guerini e Associati, Milano 2006, pp.
190.
La filosofia della scienza contemporanea
si trova oggi di fronte a domande e dubbi lasciati in eredità da alcuni tra i
maggiori epistemologi del Novecento. Ad esem pio,
dopo la celebre analisi di Thomas Kuhn circa la natura rivoluzionaria che può assumere il
divenire scientifico in certe fasi, è legittimo chiedersi se sia possibile
rintracciare una razionalità nel susseguirsi delle teorie e dei paradigmi.
Hanno ancora un qualche senso le distinzioni tra a
priori e a posteriori, dopo le radicali critiche di Quine?
Inoltre: è possibile far emergere un ruolo proprio per la filosofia, senza
farne una branca né una nemica delle scienze naturali, ma anzi facendola
interagire con esse? Sono queste alcune delle
questioni alle quali Michael Friedman
tenta di rispondere anche a traverso
un’attenta reinterpretazione di due delle
grandi rivoluzioni scientifiche della nostra storia (quella di Newton e
quella di Einstein), e un’originale disamina
dell’epistemologia di alcuni dei maggiori filosofi dell’età
contemporanea (Kant, Schlick,
Carnap, Reichenbach, Quine, Kuhn). Il risultato è un
testo che, a partire da una riconosciuta perizia
storiografica, sviluppa una ricca proposta teorica complessiva.
Michael Friedman,
professore presso la
Stanford University, ha studiato
a Princeton e insegnato alla Indiana University. È
considerato tra i maggiori specialisti di Kant,
dell’empirismo logico e della filosofia della scienza contemporanea.
INDICE:
-Da un punto di vista dinamico. Michael Friedman e la lezione
dell'epistemologia tra Kant e Kuhn,
di Carlo Gabbani
-Nota sulla traduzione
-Prefazione
Parte I –
LE LEZIONI
I.1 L'idea di filosofia scientifica
I.2 Prospettive storiche sulla stratificazione della
conoscenza
I.3 Razionalità, rivoluzione e comunità di ricerca
Parte II
– FRUTTI DELLA DISCUSSIONE
II.1 L'a priori relativizzato
II.2 Principi a priori ed evidenze empiriche
II.3 Razionalità e rivoluzione
II.4 Il ruolo della filosofia
II 5 Altri
problemi, altre scienze
Bibliografia
Indice analitico
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